Gianluca Bommarito

Intervista

Gianluca Bommarito

Responsabile EDP

Entrato in ReeR ad agosto 2018 e nominato responsabile EDP all’inizio del 2023, Gianluca Bommarito vanta un’esperienza pluriennale in ambito informatico, sia come dipendente sia come consulente in aziende dei settori dell’abbigliamento e dell’automotive.

Da quando è in ReeR l’azienda si è molto evoluta e le necessità di sviluppare una piattaforma software sempre più efficiente e articolata è al centro del lavoro della squadra di professionisti da lui coordinata.

Quali sono le mansioni del tuo team e com’è composto?
Il team che coordino – formato da due analisti programmatori, da un analista advisor e da un pool di consulenti informatici esterni – si occupa della gestione, e in alcuni casi dello sviluppo, dei software utilizzati in azienda: dal gestionale ai singoli dipartimentali, su cui noi spingiamo moltissimo perché cerchiamo di fornire software top di gamma a ogni ente. Nel corso degli anni abbiamo implementato sempre più il manufacturing execution system (MES) per un’industria 4.0 e un livello di smart production elevato: il 90% delle macchine in produzione sono interconnesse al nostro gestionale o a software dipartimentali, per fornire tutti i dati in tempo reale per quanto riguarda produzione, qualità, tempi di produzione dei prodotti e segnalazione di ogni eventuale anomalia e fermo macchina, così da intervenire in tempo reale. Inoltre gestiamo software di analisi predittive per le vendite, l’MRP per la pianificazione degli approvvigionamenti. In ReeR abbiamo una piattaforma informatica abbastanza spinta con un gestionale che si dirama nei vari dipartimentali; cerchiamo di sfruttare l’industria 4.0 al massimo sul fronte della smart production e siamo impegnati a migliorare a livello di smart services. Stiamo anche provvedendo ad aumentare tutti i livelli di sicurezza informatica, perché vogliamo essere al top anche da questo punto di vista.

Come si svolge la tua quotidianità lavorativa?
Ognuno di noi è impegnato su alcuni progetti informatici, che possono prevedere anche l’affiancamento dei consulenti esterni, e poi nelle attività di help desk per l’assistenza in tutte le problematiche giornaliere che possono verificarsi in azienda. In base ai casi, assegno il compito specifico a chi nel team è più competente per il tipo di richiesta arrivata.

Da quando sei in azienda come si sono evolute le attività e le tecnologie applicate al vostro lavoro?
C’è stata una forte evoluzione, conseguenza non solo dello sviluppo tecnologico ma anche della grande crescita di ReeR in termini di volumi di ordinativi e di fatturato, che è stata costante nel corso degli anni. Questo ha portato alla necessità di ampliare il team IT: siamo partiti in due e ora siamo in quattro, più i consulenti esterni. Le richieste di software e di implementazioni di nuovi macchinari da interfacciare e interconnettere al gestionale sono sempre di più perché, con la crescita di ReeR, sono cresciute anche le esigenze degli enti.

Quanto è importante la componente software nei vostri processi di produzione?
È essenziale e sotto tanti punti di vista. Essendo i nostri dispositivi legati alla sicurezza devono, ad esempio, essere tracciabili fino all’ultimo componente perché, in caso di guasto o anomalie nel loro funzionamento, dobbiamo essere in grado di fare campagne di richiamo. I processi di produzione sono in continuo sviluppo e di pari passo si evolvono i nostri prodotti. Dobbiamo quindi continuamente aggiornare o sviluppare i software sia per la produzione sia per i dispositivi stessi.

Quando è iniziato il processo di industria 4.0 in ReeR?
Nel 2016 quando, come consulente, venni in ReeR a installare la piattaforma MES, già considerata come industria 4.0 perché attivava una connessione dati fra una dipartimento della nostra azienda – che al tempo si occupava manualmente di completare le schede elettroniche installando i chip che la macchina SMD non riusciva ad applicare in automatico – e il gestionale. Grazie al MES si è riusciti così a tener tracciati i componenti, segnalare anomalie e, soprattutto, a monitorare le tempistiche esatte di produzione per consentire una corretta costificazione del dispositivo: valorizzare in modo preciso il costo industriale di un prodotto non è semplice e tuttavia è fondamentale per stabilire la giusta marginalità in fase di vendita. L’informatica ha in quel caso (e così in tanti altri) risolto dunque un problema fondamentale, oltreché annoso, per la crescita dell’azienda. Poter quantificare esattamente i costi, significa infatti riuscire a vendere al giusto prezzo. In sostanza, noi diamo efficienza ai processi e li velocizziamo, consentendo di mantenere competitivi i prezzi di vendita e di dare la massima marginalità al prodotto finito.

C’è spazio per l’intelligenza artificiale nella piattaforma informatica di ReeR?
I software che consentono le analisi predittive sulle dinamiche di mercato già da tempo contengono elementi che potremmo definire di intelligenza artificiale. Ora il concetto di IA si è evoluto e in qualche modo estremizzato: si cerca qualcosa che non solo affianchi l’uomo e le sue capacità intellettive nello svolgere un’attività ma addirittura che sia in grado di sostituirli. E credo che ci arriveremo. Nel frattempo noi informatici dobbiamo conoscere tutti i flussi e le procedure aziendali per poter intervenire in maniera corretta, dare input, migliorare flussi come quelli di marketing, vendite, produzione, logistica…

Negli ultimi anni ReeR ha ampliato il proprio range di azione grazie alla creazione di filiali estere. Come questo ha impattato sul tuo lavoro e quali sfide ha posto?
Abbiamo dovuto sviluppare specifiche software per soddisfare le varie esigenze dei grandi distributori. Un esempio è quello delle etichette sui prodotti. Quando ReeR ha deciso di fare le marcature a laser, abbiamo acquistato una macchina dedicata e l’abbiamo quindi dovuta interfacciare via software con il nostro gestionale, in modo che con una semplice scansione di un bar code si ottengano tutte le informazioni relative al singolo dispositivo: seriale, lotto di produzione, specifiche tecniche e altro ancora.

Per le filiali, invece, stiamo al momento selezionando software che consentano di connettere i loro sistemi informatici ai nostri in sede, per creare un network esteso e utile su più fronti, non ultimi quelli della comunicazione e del marketing.

Come garantite la sicurezza della piattaforma informatica di ReeR?
Innanzitutto abbiamo adottato un sistema di policy che limita le possibilità che il sistema possa essere violato. Ci affidiamo inoltre a un pool di professionisti ed esperti che implementano soluzioni di protezione di alto livello contro minacce informatiche e rischi di ogni genere. Questo avviene per ogni dipartimento aziendale. Il mio team non si occupa nello specifico di cybersecurity ma offre supporto, naturalmente, ai nostri consulenti esterni.

Quali sono le linee di evoluzione del tuo lavoro ma anche dei progetti che intendete implementare a livello software?
Oggi siamo impegnati, fra le altre cose, nel dotare ogni ente del miglior software specifico per le proprie esigenze di attività e procedure: l’obiettivo è consentire le massime prestazioni ed efficienza di ogni singolo dipartimento. Stiamo selezionando i software top di gamma per l’ufficio vendite, acquisti, logistica, business intelligence… per poi interfacciarli con il gestionale. Stiamo dunque reazlizzando un sistema modulare che supera l’idea, ormai relegata nel passato, di un singolo software gestionale omnicomprensivo. Ed è anche per questo motivo che occorre dotarsi dei migliori programmi: perché al proprio interno dispongono di strumenti in grado di collegarli ai gestionali aziendali e permettere così lo scambio di dati. Ed è proprio questo il fulcro della questione: l’informatica deve poter consentire una gestione sempre più efficiente e veloce di un flusso dati sempre maggiore.

Come vengono gestiti i cambiamenti dei software, per non mettere in difficoltà i loro utilizzatori all’interno dei vari enti? E come avvengono le attività di formazione?
Occorre presentare la novità mettendo in luce il fatto che, a fronte dell’impegno per apprendere l’uso di un nuovo strumento informatico, vi sarà una semplificazione o comunque una maggior efficienza nelle attività. Tutto parte da una richiesta da parte dell’ente per una funzione di cui necessita. Viene quindi sviluppato o proposto il software su cui viene eseguita una fase di beta testing interna e poi con l’utente. Quindi c’è la formazione vera e propria dell’utilizzatore finale, che viene svolta solitamente dal capo reparto o da un key user, una persona del reparto stesso che mostra meglio di altre capacità di comprensione o attitudini verso l’uso degli strumenti informatici. Si tratta di una figura importante perché meglio di altri riesce a fare da ponte fra noi del team di EDP e l’utente finale.

Abbiamo detto di come fornite supporto ai vari enti aziendali. Ma di cosa necessita oggi il tuo team?
Sicuramente più personale ci farebbe comodo, visto che in azienda ci sono circa 250 persone che a livello informatico fanno riferimento a noi. Siamo in un rapporto di un analista per ogni 75 persone, anche se è vero che abbiamo consulenti esterni che ci affiancano. Mi auguro di avere la possibilità nel 2024 di poter formare qualche giovane, attraverso un tirocinio che permetta di conoscere come funzionano tutti i numerosi processi aziendali. Ed è questo un background importante di competenze perché, se non sai come funziona l’azienda, non sai come dare soluzioni alle necessità dei vari enti.

Cosa cerchi in un tuo collaboratore?
In primis un’ottima memoria, perché ci sono tante casistiche da affrontare. Fatte salve le competenze informatiche, naturalmente, è necessario avere passione per questo tipo di lavoro. Se ti piace ciò che fai, di certo non ti pesa, in caso contrario tutto si complica. Se c’è il giusto mix di caratteristiche, competenze e passione allora si possono ottenere ottimi risultati. E ReeR è un’azienda che sa riconoscere la qualità del tuo lavoro e la premia. Oltretutto non pone obiettivi irraggiungibili, al contrario riesce a stimolare i propri dipendenti. Ecco perché in azienda regna sempre un clima positivo e sereno.

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