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La specifica tecnica IEC TS 62046 Ed.2

 EN 954-1 e nuove norme
 

Nota

In fase di revisione per modifica di indirizzo da Specifica Tecnica a Norma Internazionale.

La specifica tecnica IEC TS 62046 Ed.2 - Applicazione ed integrazione dei Dispositivi Elettrosensibili di protezione al macchinario industriale

La specifica tecnica IEC TS 62046 Ed.2 - 2008, fornisce raccomandazioni per l’installazione e l’uso dei Dispositivi Elettrosensibili di Protezione (ESPE).

Si applica quindi principalmente a Barriere Fotoelettriche, Laser Scanner, Bordi e Tappeti sensibili.

Questo documento, che definisce lo stato dell’arte, vuole rispondere alle esigenze del costruttore e dell’utilizzatore
della macchina.

La IEC TS 62046 in sostanza disciplina non tanto la costruzione di un dispositivo elettrosensibile, quanto il suo corretto
posizionamento ed interfacciamento col macchinario.

L’obiettivo è quello di assicurare che, attraverso una corretta scelta e applicazione del dispositivo di protezione, i rischi
di infortunio per l’operatore siano ridotti al minimo possibile.

La IEC TS 62046 tratta nel dettaglio importanti aspetti legati all’uso degli ESPE, quali i criteri di scelta, le modalità d’uso, l’integrazione con il sistema di controllo della macchina, e dà anche indicazioni relative a particolari funzioni delle barriere fotoelettriche di sicurezza quali il Muting e il Blanking.

Questa specifica tecnica fornisce raccomandazioni per l’istallazione e l’uso dei Dispositivi Elettrosensibili di Protezione
(ESPE). Si applica quindi principalmente a Barriere Fotoelettriche e Laser Scanner.

Questa specifica tecnica serve per far fronte alle esigenze del costruttore e dell’utilizzatore della macchina.
La IEC TS 62046 in sostanza disciplina non tanto la costruzione di un dispositivo elettrosensibile, quanto la selezione del modello più idoneo all’applicazione, il suo corretto posizionamento ed il suo corretto interfacciamento col macchinario.

 

Processo di selezione

L’obiettivo del processo di selezione di un dispositivo di protezione (ESPE) è quello di assicurare che, attraverso una
corretta scelta e applicazione del dispositivo (e se necessario tramite l’integrazione di altre misure di sicurezza) i rischi di infortunio per l’operatore siano ridotti al minimo accettabile.


Per poter fare una scelta corretta occorre tener conto dei seguenti fattori che possono influenzare negativamente
l’efficacia della protezione:

     

  • caratteristiche della macchina da proteggere
  • caratteristiche legate all’ambiente di lavoro nel quale presumibilmente la macchina dovrà operare
  • dimensioni e caratteristiche del corpo umano
  • modalità d’uso dell’ESPE
  • caratteristiche dell’ESPE

 

Caratteristiche della macchina

Affinché le protezioni fotoelettriche di sicurezza siano efficaci è necessario verificare che siano adatte alla conformazione della zona per forma e dimensioni: larghezza e altezza dell’area di accesso.

Prima di decidere l’utilizzo di un ESPE è necessario tener conto che questi dispositivi non forniscono protezione se:

  • la macchina proietta materiali, trucioli o parti lavorate
  • emette radiazioni nocive
  • parti della superficie raggiungono temperature elevate
  • il livello di rumore generato è intollerabile
  • è impossibile arrestare la macchina una volta avviata perché questo potrebbe introdurre ulteriori rischi oppure perché a causa del particolare tipo di funzionamento la macchina può essere fermata solo a fine ciclo.

oppure il loro uso può risultare scarsamente efficiente se:

  • il tempo di arresto della macchina non è conosciuto oppure è variabile in modo aleatorio a causa di ritardi non quantificabili introdotti dal circuito di comando o a causa di sistemi frenanti sottodimensionati
  • non è possibile arrestare la macchina in ogni punto del suo ciclo di lavoro.

 

Caratteristiche ambientali

Occorre valutare attentamente l’ambiente nel quale si presume dovrà lavorare la macchina. Prima della scelta del dispositivo dovranno quindi essere disponibili tutte le informazioni necessarie sull’ambiente di lavoro e sulle possibili variazioni che è ragionevole aspettarsi durante l’arco di vita della macchina.

Una lista non esaustiva di condizioni ambientali che possono influenzare negativamente il funzionamento di un dispositivo di protezione optoelettronico sono le seguenti.

  • Interferenze elettromagnetiche
    • scariche elettrostatiche
    • radio frequenze (telefoni portatili)
    • fulmini
  • Vibrazioni meccaniche, urti
  • Interferenze luminose
    • variazione di luce ambientale
    • superfici riflettenti
    • sorgenti infrarosse pulsate (telecomandi, fotocellule)
  • Inquinamento
    • acqua
    • polvere
    • sostanze chimiche corrosive
    • fumi
  • Variazioni di temperatura
  • Umidità
  • Radiazioni

Se poi dovessero esistere particolari condizioni operative come funzionamento all’aperto (nebbia, pioggia, neve) oppure funzionamento in atmosfere potenzialmente esplosive o infiammabili (vernici, segatura), allora potrebbero essere necessari ulteriori requisiti di immunità ambientale che normalmente dovranno essere concordati con il costruttore del dispositivo stesso.

 

Dimensioni e caratteristiche del corpo umano

Poiché la funzione principale dell’ESPE è quella di rilevare il corpo umano o parti di esso, occorrerà tener conto della
sua anatomia (dimensioni delle dita, mani, gambe), della velocità massima prevedibile del loro movimento, del modo di
interagire con la macchina.

La risoluzione, cioè l’oggetto minimo rilevabile deve essere funzione della parte del corpo da proteggere (es. dita, mani, gambe, braccia). In genere questa scelta va fatta consultando il catalogo o il manuale istruzioni del produttore dell’ESPE.

 

Modalità d’uso del dispositivo di protezione

Gli ESPE possono assolvere principalmente alle seguenti funzioni:

  • Sensore di attraversamento
  • Sensore di presenza
  • Sensore combinato di presenza ed attraversamento

 

Uso dell’ESPE come sensore di attraversamento

Qualora il dispositivo di protezione venga usato come sensore di attraversamento esso dovrà essere posizionato ad una distanza sufficiente (Distanza di sicurezza) affinché la macchina possa fermarsi (o possa raggiungere uno stato sicuro) prima che qualsiasi parte del corpo raggiunga la zona pericolosa.

Per il calcolo della distanza di sicurezza si dovrà tener conto:

  • delle capacità di rilevamento del sensore rispetto alle caratteristiche della parte del corpo umano da rilevare
  • della velocità di avvicinamento
  • del tempo di risposta dell’ESPE
  • del tempo di arresto della macchina misurato nelle condizioni di funzionamento peggiori (massimo carico, massima velocità, eventuali fattori che possono portare ad un deterioramento delle prestazioni di frenata, basse temperature, etc.)
  • di eventuali superfici riflettenti che potrebbero, in determinate condizioni, creare un percorso alternativo ai raggi ottici e conseguentemente non permettere al sensore di rilevare l’intrusione

E’ importante che il vincolo della distanza di sicurezza venga mantenuto per tutte le direzioni prevedibili di avvicinamento alla zona pericolosa considerando inoltre la massima estensione di tutte le superfici mobili e dell’eventuale movimento del pezzo durante la lavorazione.

 

Continua ... Criteri di scelta