Intervista

Simone Scaravelli

Amministratore Delegato

Simone Scaravelli, Amministratore Delegato, ci racconta la storia e la strategia che ha permesso alla società torinese di diventare leader di settore. L’intervista permetterà di dare uno sguardo al passato e al futuro di ReeR SpA.

«Dobbiamo costantemente rimanere al passo con l’evoluzione del mercato e della tecnologia, che diventa sempre più sofisticata e rilevante nello sviluppo dei dispositivi delle prossime generazioni».

Simone Scaravelli, Amministratore Delegato, ci racconta la storia e la strategia che ha permesso alla società torinese di diventare leader di settore. L’intervista permetterà di dare uno sguardo al passato e al futuro di ReeR SpA.

«Dobbiamo costantemente rimanere al passo con l’evoluzione del mercato e della tecnologia, che diventa sempre più sofisticata e rilevante nello sviluppo dei dispositivi delle prossime generazioni.»

Cosa ha spinto nel 1990 i fratelli Giancarlo e Riccardo Scaravelli, tuo padre e tuo zio, a procedere all’acquisizione di ReeR dalla precedente proprietà?
Mio padre e mio zio avevano una lunga esperienza nel settore della componentistica auto, un’industria che alla fine degli anni ’80 si trovava in una fase di forte consolidamento, per cui le aziende medie e piccole venivano assorbite da gruppi più grandi. In quegli anni decisero di imboccare una nuova direzione e gli sembrò interessante indirizzare le loro attività verso settori meno dipendenti dall’industria automobilistica e caratterizzati da una tecnologia diversa dalla meccanica tradizionale: l’elettronica e l’optoelettronica, campi che non erano certo quelli prevalenti a Torino.
La decisione di acquisire la ReeR rappresentò una sfida importante, perché voleva dire per loro entrare in un settore di cui non avevano alcuna esperienza. La difficoltà era comprendere appieno il settore, così diverso da quello precedente. Ma alla fine, in un certo senso, la competenza per gestire un’azienda è sempre quella, e i risultati della ReeR dimostrano che la scommessa è stata vinta.
Un esempio di lungimiranza, forse, anche se corre voce che mio papà abbia voluto rilevare l’azienda perché così aveva la possibilità di venire al lavoro a piedi…

Com’è la tua giornata tipo?
Diciamo che consiste nello scoprire come i programmi fatti all’inizio della giornata verranno via via disattesi nel corso della stessa… A parte gli scherzi, intendo dire che ci sono sempre elementi inaspettati che richiedono attenzione, situazioni che non si era in grado di anticipare ed eventi che non si potevano prevedere… Anche per questo motivo è importante essere molto presenti in azienda, respirarne l’aria, confrontarsi quotidianamente con chi ci lavora. Ovviamente, nel mio lavoro è comunque sempre necessaria una certa dose di pianificazione.

Come vedi il mercato della sicurezza oggi e com’è cambiato nel tempo?
Il settore della sicurezza rappresenta un mercato altamente specializzato, dal forte contenuto tecnologico e basato tanto sulle esigenze dei clienti quanto sulle regole che derivano dal sistema di normazione. C’è una barriera all’ingresso più alta che in altri settori, peraltro ci sono volumi interessanti ma non giganteschi.
Evidentemente gli investimenti più importanti non riguardano soltanto la capacità produttiva e la qualità del prodotto, ma anche, e moltissimo, la ricerca e sviluppo.
L’espansione nei mercati esteri ha portato a un cambiamento significativo negli orizzonti della ReeR. Ovviamente però il mercato italiano mantiene una posizione centrale e si distingue per l’alto livello di tecnologia e la qualità dei prodotti realizzati dai nostri clienti, su cui vengono montati i nostri componenti. Essere presenti in un mercato domestico di questa portata – tra i maggiori al mondo – è senza dubbio un vantaggio, poiché ci mette in contatto praticamente con ogni tipo di applicazione, il che risulta utile nel momento in cui ci si propone sui mercati di esportazione. Possiamo dire che se le nostre soluzioni sono efficaci nel mercato italiano, avranno un’ottima probabilità di avere altrettanto successo nei mercati esteri, perché avranno superato la prova del mercato italiano, che è davvero iper-competitivo. Questa forza ci permette di essere presenti con serenità sui mercati internazionali.

Simone Scaravelli ReeR divisione Sicurezza

ReeR pone grande attenzione alla sostenibilità ambientale delle proprie attività. Quanto è importante essere green?
L’attenzione alla sostenibilità non è solo importante, è direi essenziale. Oggi, essere attenti all’ambiente non è tanto una scelta, quanto una responsabilità ineludibile. La ReeR si è sempre distinta per la sua impronta ambientale molto leggera, riducendo al minimo le emissioni inquinanti, utilizzando fonti energetiche rinnovabili e sviluppando prodotti a basso consumo energetico.In questo aspetto, e in molti altri, noi non ci limitiamo a seguire le linee guida ambientali, ma molto spesso andiamo oltre.
La società attuale mostra una crescente sensibilità verso la sostenibilità, e quando ne riconoscono benefici tangibili, anche le aziende entrano in un circolo virtuoso. Alla ReeR, tutti condividiamo questa sensibilità ambientale e ci impegniamo al massimo per ridurre l’impatto della nostra attività sull’ecosistema.

Quali sono le sfide che ReeR è chiamata ad affrontare oggi, e tra queste, qual è la più impegnativa? Quali considerate già vinte, considerando gli ultimi anni complicati tra pandemia e tensioni internazionali?
La sfida più impegnativa che ci attende è quella di guardare avanti e di non accontentarci dei risultati già ottenuti. Dobbiamo costantemente rimanere al passo con l’evoluzione del mercato e della tecnologia, che diventa sempre più sofisticata e rilevante nello sviluppo dei dispositivi delle prossime generazioni. Come detto prima, per farlo sono indispensabili continui investimenti in R&S, in modo da garantire alla ReeR di rimanere all’avanguardia e di avere successo anche nel futuro.
Durante la pandemia l’azienda ha cercato di mostrarsi il più possibile solidale con dipendenti e viceversa. Quando poi si è verificata la penuria dei componenti (in particolare di quelli elettronici) a tutti quanti noi sono stati richiesti uno sforzo supplementare e un impegno ulteriore. E sono arrivati, con nuove idee e risultati tangibili. Fortunatamente, abbiamo superato questa crisi con successo e ora l’azienda è, direi, persino più forte di prima.

Quali sono gli obiettivi di sviluppo industriale di ReeR per i prossimi cinque anni?
Attualmente stiamo completando l’espansione dei nostri spazi lavorativi. In questo momento viene portando a termine il completamento dei lavori di raddoppio sia degli uffici che delle aree dedicate alla produzione, il che rappresenta uno sforzo molto importante per l’azienda.
Il nostro piano di sviluppo industriale per i prossimi anni naturalmente prevede un’ulteriore espansione sui mercati internazionali, tanto attraverso l’apertura di nuove filiali quanto tramite la stretta collaborazione con i nostri attuali distributori.
In Italia invece abbiamo già una posizione di leadership di mercato e intendiamo mantenerla e rafforzarla ulteriormente, grazie alla nostra forte presenza commerciale e ad un’eccellente rete di agenti.
Vogliamo poi sviluppare prodotti con tecnologie sempre più avanzate, per soddisfare le esigenze sempre più sofisticate dei nostri clienti e far salire man mano il livello di integrazione dei nostri dispositivi con i sistemi più complessi. È importante sottolineare che, nel settore della sicurezza, l’innovazione richiede tanto tempo per essere pienamente assimilata. Il processo di evoluzione tecnologica deve essere in qualche modo normato per trovare applicazione sui prodotti, e ciò non può avvenire con la stessa rapidità di settori in cui i prodotti non sono destinati ad applicazioni critiche e regolati da stringenti normative come i nostri.
La sicurezza è fondamentale e i prodotti devono essere certificati come sicuri attraverso rigorose verifiche da parte di enti e laboratori indipendenti. Ma non basta che siano sicuri, devono anche essere affidabili. Riuscire a conciliare questi due aspetti, che non è affatto semplice, rappresenta la chiave del successo nel settore della Sicurezza. Per dare l’idea della complessità di un singolo prodotto, dalla sua ideazione fino al lancio sul mercato possono passare anche quattro o cinque anni.

Quali sono gli obiettivi strategici di ReeR sui mercati esteri?
Come detto prima, siamo attualmente leader di mercato in Italia. Invece la nostra presenza all’estero ha ancora un forte potenziale di sviluppo. Il nostro obiettivo principale è quello di diventare un punto di riferimento su tutti i principali mercati internazionali. Per raggiungere questo obiettivo stiamo puntando su due fronti principali:Innanzitutto, miriamo a consolidare la nostra reputazione di costruttori attraverso l’espansione della gamma, puntando come sempre sull’offerta di prodotti di qualità e tecnologicamente avanzati. Questo rappresenta ancora una volta la base fondamentale su cui costruire il successo della ReeR.
In secondo luogo, stiamo concentrando sforzi significativi nello sviluppo della nostra organizzazione commerciale. L’obiettivo è essere sempre più vicini ai nostri clienti domestici e internazionali, mantenendo intatto il solido rapporto che abbiamo instaurato nel tempo con i nostri partner in agenzia e in distribuzione.
La combinazione di questi due fattori ci consentirà di espanderci ulteriormente sul mercato mondiale e di affermarci sempre più come un punto di riferimento autorevole nel settore.

Perché, secondo lei, ReeR è diversa dai suoi competitor?
Innanzitutto bisogna riconoscere che nel nostro settore ci sono molte aziende di qualità, e noi abbiamo il massimo rispetto per i nostri concorrenti. Tuttavia, ci sono alcune differenze distintive che vorrei sottolineare riguardo a ReeR.
In primo luogo, il nostro impegno costante a essere vicini ai nostri clienti attraverso la disponibilità e il dialogo è un elemento fondamentale che ci differenzia. Siamo sempre pronti a rispondere a qualsiasi problema ed esigenza che possa provenire da loro. I nostri clienti lo sanno, ed è per questo che si rivolgono volentieri a noi. La ReeR non è un’azienda iperburocratizzata, e il nostro rapporto con il cliente non è mai filtrato, né prima né dopo la vendita. Ciò che cerchiamo di costruire con i clienti è un rapporto basato sulla stima reciproca. E, fino a questo momento, possiamo dire di esserci riusciti

ReeR ha anche una divisione illuminazione. Come convivono queste due anime in azienda?
La presenza di queste due aree di attività, Sicurezza e Illuminazione, affonda le radici nella storia stessa dell’azienda. La ReeR è nata nel 1959 commercializzando lampadine in miniatura, a cui poi è seguita la produzione dei sensori. Le due offerte si sono differenziate nel tempo andando a costituire i due rami dell’azienda, che ci identificano entrambi. Anche nelle più importanti scelte strategiche, che coinvolgono l’una o l’altra divisione, non ragioniamo mai per compartimenti stagni: ci si confronta e quindi si adottano decisioni condivise. Così come è stata, ad esempio, condivisa quella di rilanciare il marchio italiano di illuminotecnica Mizar, un marchio che esprime il forte contenuto di design ed emozionalità, tipico del Made in Italy. Il Made in Italy nel settore dell’Illuminotecnica è percepito come un elemento di fortissimo pregio a livello internazionale, ma anche nella Sicurezza resta comunque un vantaggio.

Intervistando alcuni dei tuoi collaboratori più stretti, emerge una forte senso di appartenenza: sono orgogliosi di essere parte di ReeR, sentono che l’azienda li supporta e li stimola. Come si riesce a costruire un gruppo di professionisti così coeso e motivato?
Sono convinto che alla base di qualsiasi rapporto ci sia la fiducia reciproca. Questo è il fondamento su cui si costruisce tutto il resto. La fiducia si manifesta concretamente attraverso l’autonomia e le responsabilità individuali, che possono variare in base alle mansioni e ai ruoli di ciascuno all’interno dell’azienda, ma che sono un elemento essenziale del lavorare alla ReeR.
Il nostro compito, come direzione, è anche quello di stimolare e incoraggiare chi lavora in azienda. Per questo motivo, quando i nostri collaboratori avanzano richieste, proposte o suggerimenti, la nostra risposta è sempre “Se si può fare, lo facciamo”. Questa propensione all’ascolto, anche se talvolta può risultare impegnativa, è un valore che ci sforziamo costantemente di mantenere vivo, perché sappiamo che la fiducia nasce da un dialogo aperto e onesto.
Inoltre, l’ambiente di lavoro in ReeR è intrinsecamente pragmatico, caratterizzato da una comunicazione diretta e trasparente. L’azienda si impegna a essere un luogo in cui tutti collaborano per un obiettivo comune. Questa unità di intenti rappresenta la nostra vera forza e ci aiuta a mantenere un gruppo di persone coeso e altamente motivato.

ReeR Safety produzione

Cosa motiva invece Simone Scaravelli? E quali a suo parere sono le doti, in termini di competenze ma anche umane e caratteriali, del perfetto capitano d’azienda?
Dirigere un’azienda, vederla crescere e guadagnarsi l’apprezzamento dei clienti, ottenendo risultati come quelli che abbiamo già ottenuto, rappresenta già di per sé una grande fonte di motivazione.
È un’esperienza gratificante, che ripaga dell’onere di responsabilità che inevitabilmente grava su chi guida un’azienda.
Riguardo alle doti necessarie per essere un buon leader d’azienda, è difficile parlare di “imprenditori perfetti” perché ogni situazione è unica e differente. Tuttavia, una qualità che non dovrebbe mai mancare è appunto la capacità di ascoltare. Se desideri avere successo come imprenditore, è essenziale saper ascoltare attentamente le persone che ti circondano. Questo consente di prendere decisioni informate che beneficiano sia l’azienda che le persone che ci lavorano. La capacità di ascolto è un elemento chiave sia dal punto di vista umano che professionale, e può fare la differenza nel guidare un’azienda in modo efficace. E poi, una volta ascoltati tutti, bisogna assumersi la responsabilità di prendere ogni giorno diverse decisioni, a volte anche piuttosto impegnative…

La sicurezza nell’ambiente di lavoro è argomento indiscutibile

I dispositivi di sicurezza ReeR per la protezione di macchine e impianti industriali sono progettati, ingegnerizzati e realizzati in Italia. Le nostre soluzioni, garantite dal Sistema Qualità, certificato da TUV Italia secondo la norma ISO 9001:2008, offrono versatilità e sicurezza a livello internazionale.

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