Intervista

Maurizio Scaravelli

Direttore acquisti

Nel settore commerciale fin dagli inizi della sua carriera è Direttore Vendite di ReeR dal 2017.
Dal suo ingresso, la società ha raggiunto nuovi traguardi ponendo sempre al centro il cliente e le sue esigenze.

«Il mercato è in continua crescita: l’automazione industriale, sta vivendo un periodo molto interessante. Il cliente vuole dialogare con qualcuno che conosca la materia e che sia in grado di fornirgli soluzioni adeguate e compatibili con il suo budget di spesa».

L’ufficio acquisti è un’area molto importante e con un compito delicato non solo per gli equilibri economici dell’azienda ma anche per la produzione.

L’ufficio acquisti è un’area molto importante e con un compito delicato non solo per gli equilibri economici dell’azienda ma anche per la produzione.

«Abbiamo a che fare con fornitori di vari settori, perché i nostri sono prodotti complessi e che, oltretutto, richiedono competenze in vari ambiti tecnici per la loro realizzazione: meccanica, fisica, ottica…»

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Torinese, architetto, agli inizi degli anni ‘90 decide di affiancare i due fratelli, titolari di ReeR. L’azienda, da poco acquisita, inizia a crescere e c’è bisogno di persone di fiducia che diano una mano. Maurizio Scaravelli non si tira indietro e, forte di un’esperienza ventennale come libero professionista, inizia a occuparsi della gestione degli acquisti, area molto importante e delicata non solo per gli equilibri economici dell’azienda ma anche per la produzione.

Com’è la tua quotidianità lavorativa?
Molto varia. Anche perché oltre che di acquisti mi occupo all’occorrenza anche della gestione dei lavori sugli immobili e dei progetti che coinvolgono gli stabili. Tolto quest’ultimo aspetto, nella giornata tipo mi relaziono con i fornitori e affronto le diverse criticità che possono sorgere. Cerco di fare in modo che non manchi nulla in produzione, affinché le linee non debbano mai fermarsi. Il nostro sistema informatico fa sì che ci sia costantemente scorta di componenti.
C’è poi l’attività di valutazione dei fornitori, la ricerca di altre possibili aziende, la valutazione dei prezzi e altro ancora. Diciamo che si tiene d’occhio sul presente ma anche sulle dinamiche di medio e lungo termine. Dobbiamo dare risposta a situazioni complesso che vedono la presenza di molte variabili in gioco. Grazie al confronto costante con il nostro ufficio commerciale, cerchiamo di prevedere l’evoluzione del mercato e della domanda per non farci mai cogliere impreparati e per farci trovare sempre pronti nel dare risposta alle esigenze future dei clienti.

Com’è strutturato il tuo team di lavoro?
Ho il coordinamento di due aree, su cui sono impegnati due team di lavoro per otto persone in totale. Una prima area è quella di cui abbiamo detto poco più sopra e che definirei di logistica della produzione: è quella che si occupa di garantire sempre l’adeguata fornitura di componenti necessari. L’altra area è quella più propriamente legata agli acquisti: capito cosa servirà e quando servirà, si procedere a contattare i fornitori, si trattano i prezzi, si fanno gli ordini e ci si assicura che le forniture arrivino nei tempi previsti e alle condizioni migliori possibili.

Che cosa acquistate in ReeR?
La realizzazione dei nostri dispositivi richiede componenti di diverse categorie merceologiche. Le barriere optoelettroniche, ad esempio, richiedono alluminio per il telaio, parti in plastica, lenti, circuiti elettronici, chip, connettori… Abbiamo dunque a che fare con fornitori di vari settori, perché i nostri sono prodotti complessi e che, oltretutto, richiedono competenze in vari ambiti tecnici per la loro realizzazione: meccanica, fisica, ottica…

Come vengono selezionati i fornitori?
Li cerchiamo attraverso diverse fonti: Internet, fiere, conoscenze, indicazioni date da altri nostri fornitori. Una volta individuate aziende di interesse, viene fatta una prima selezione sulla base di questionari di valutazione e, in seguito, con visite ai loro stabilimenti: così riusciamo a capire se a quanto dichiarato sulla carta corrisponde effettivamente la capacità produttiva e qualitativa di cui abbiamo bisogno. In base alla tipologia del componente cercato valutiamo anche il fattore geografico, per una maggior comodità e tempistiche più brevi di fornitura. In qualche caso si tratta di aziende a pochi chilometri dalla nostra sede di Torino; altri fornitori si trovano invece in Paesi molto lontani, dove magari la produzione costa meno oppure per il semplice fatto che più vicino a noi non si trovano aziende in grado di realizzare ciò di cui abbiamo bisogno.

Nella valutazione del fornitore, vengono tenute in conto le condizioni di lavoro dei dipendenti e il rispetto delle normative locali legate al mondo del lavoro?
Certamente sì. All’interno del nostro questionario di valutazione, e con cui facciamo una prima scrematura delle aziende candidate a diventare nostre partner, ci sono domande relative a questi aspetti. Visitando poi gli stabilimenti ci si accerta che vengano rispettate le norme a tutela della sicurezza e del benessere dei lavoratori in fabbrica. I nostri fornitori, se non altro quelli di parti su disegno, non sono generalmente grandi aziende. Risulta così più facile rendersi conto della qualità dell’ambiente di lavoro in azienda.

Ci sono anche valutazioni sul fronte ecologico nella scelta dei fornitori?
Sì e sono svolte proprio da chi in ReeR si occupa di queste tematiche e che partecipa sempre alle nostre visite alle aziende fornitrici. È quindi in grado di esprimere le proprie valutazioni in merito. 

Nel corso degli anni la competitività economica di alcune aree geografiche, come ad esempio quella asiatica, è rimasta tale oppure c’è stata una sorta di livellamento con l’Occidente?
Parlando di Cina, possiamo dire che c’è quasi sempre una convenienza. Ma, anche in questo Paese, si trova ormai lo stesso componente in ogni segmento di prezzo. Se un determinato componente su disegno in Italia lo pago 10 euro, in Cina lo posso trovare a 3 come a 10 euro, in base alla qualità e al livello di competenza dell’azienda produttrice. Ci sono realtà in grado di realizzare prodotti con tecnologie di altissimo livello, così come produttori che realizzano invece componenti di scarsa qualità e che non puoi assolutamente prendere in considerazione. Occorre sapersi muovere con molta attenzione e molta preparazione.

Nel caso di una fornitura fallata, viene rimesso in discussione il rapporto con il fornitore?
In ReeR abbiamo un sistema di qualità, in base alla nostra certificazione Iso 9000, per cui ogni fornitore viene monitorato e a cui vengono assegnati (e costantemente aggiornati) punteggi in riferimento non solo alla qualità del prodotto ma anche del servizio: quindi rispetto delle tempistiche di consegna, del numero di pezzi consegnati e altro. Quando il punteggio scende sotto determinate soglie il fornitore viene messo sotto osservazione e al contempo vengono proposte soluzioni correttive. Se queste ultime vengono implementate correttamente e tempestivamente, se vengono soddisfatte le condizioni richieste, il rapporto prosegue. In caso contrario si può arrivare anche a interrompere il rapporto di fornitura, non c’è dubbio. È tutto parte del nostro sistema di qualità.

Come si affrontano momenti di scarsità di componenti?
Abbiamo una serie di misure preventive. Innanzitutto un buon livello di scorte, che consente di affrontare se non altro le prime fasi di un periodo di scarsità di componente, diciamo i primi due mesi.
Poniamo poi moltissima attenzione nell’avere più fonti di approvvigionamento dei componenti, in particolare per quelli elettronici, più soggetti a momenti di scarsa reperibilità. Va detto che noi possiamo acquistare soltanto componenti di produttori omologati dal nostro ufficio tecnico. È bene dunque avere più produttori omologati, perché significa avere più libertà di movimento in fase di acquisto e quindi avere più probabilità di ottenere il componente, evitando blocchi di produzione. Occorre dunque una sorta di ridondanza di aziende a cui ti può rivolgere. A volte, purtroppo, ci sono componenti prodotti da una sola azienda. Ecco, in questi casi dobbiamo avere l’accortezza di mantenere sempre scorte elevate ma anche di fare accordi per forniture continuate e programmate durante il corso dell’anno, di modo che non ci siano problemi. In ultima istanza, se anche in questi casi sorgessero problemi, possiamo estrema ratio cercare il componente mancante sul mercato dei broker elettronici. Qui si hanno non solo prezzi che possono essere dal doppio fino a 20 volte più alti di quelli attuati dal produttore o del distributore. Ma ci possono essere anche problematiche relative alla qualità del componente e del rispetto delle specifiche dichiarata. Quando siamo costretti a utilizzare queste fonti, aumentiamo esponenzialmente i controlli di qualità per assicurarci di non avere problemi poi in produzione.

Le filiali estere di ReeR e i loro distributori hanno un ruolo nell’approvvigionamento di componenti?
Sì, in particolare proprio nell’acquisto sul mercato dei broker in caso scarsa reperibilità dei componenti. Quando abbiamo fatto ricorso a questo canale, il supporto delle nostre filiali e dei distributori in Cina è stato fondamentale, perché i broker sono per lo più localizzati nel far east.

Parliamo, in chiusura, di prezzi: come si contrattano? E la componente umana gioca un ruolo in questo processo?
Quella della definizione e della contrattazione dei prezzi è un’attività molto importante nel nostro lavoro, com’è facile intuire. I margini di contrattazione dipendono da diversi fattori, fra cui la quantità, la tipologia del prodotto, il fornitore e anche dal rapporto umano, dall’amicizia, dalla conoscenza… non ultimo da quanto tempo sei cliente. Sono tante le variabili in gioco. Ma devo dire che il nostro team acquisti riesce spesso a strappare prezzi più convenienti di quanto riescano altri nostri concorrenti. Ed è questa un’ulteriore prova della loro bravura.

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