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EN ISO 14119

norma EN ISO 14119:2013
 

Nota

EN ISO 14119 Sicurezza dei macchinari - Dispositivi di interblocco associati ai ripari mobili - Principi per la progettazione e scelta dei dispositivi.

1- Definizione di dispositivo interbloccato (ISO 14119:2013, 
§ 3.1)

Si definisce un dispositivo interbloccato, un interblocco meccanico, elettrico o di altra natura, il cui scopo è impedire il funzionamento delle operazioni pericolose delle macchine, in specifiche condizioni (generalmente fino a quando i ripari non sono chiusi).

 

2 - Attuatore Codificato secondo la ISO 14119:2013, § 3.13

Attuatore codificato:
Progettato per attivare un determinato sensore ad esempio per mezzoa della forma.

Attuatore con livello di codifica basso:
Attuatore in cui sono disponibili solo da 1 a 9 variazioni della codifica.

Attuatore con livello di codifica medio:
Attuatore in cui sono disponibili da 10 a 1000 variazioni della codifica.

Attuatore con livello di codifica alto:
Attuatore in cui sono disponibili più di 1000 variazioni della codifica.

 

3 - Elusione secondo la ISO 14119:2013, § 3.7 e § 3.8

Per elusione si intende un'azione che rende inoperativo un dispositivo di interblocco o lo scavalca con il risultato che la macchina è utilizzata in un modo differente da quello previsto dal fabbricante o senza le misure di sicurezza necessarie.

 

Per elusione in un modo ragionevolmente prevedibile si intende un'elusione effettuata manualmente o mediante l'utilizzo di attrezzi facilmente disponibili.

EN ISO 14119 Sicurezza del macchinario - Dispositivi di interblocco associati ai ripari mobili - Principi per la progettazione e scelta dei dispositivi

a. Nuova suddivisione dei dispositivi di interblocco (vedi Nota 1):

 

Dispositivi di Tipo 1 - Non codificati

Questi possono essere:

  • Camme rotanti
  • Camme lineari
  • Cerniere.

Rotary camA: Riparo mobile - B: Attuatore (camma) - C: Interruttore di posizione - 1: senso di apertura

Fig. 1 - Camme rotantiLinear camA: Riparo mobile -  B: Attuatore (camma) - C: Interruttore di posizione - 1: senso di apertura

Fig. 2 - Camme lineari

IngeA: Riparo mobile - B: Dispositivo di interblocco cerniera - C: Riparo fisso

Fig. 3 - Cerniere

 

Dispositivi di Tipo 2 - Codificati

Questi possono essere (vedi Nota 2):

  • Sensori di posizione con attuatore a linguetta
  • Interblocchi a chiave bloccata.

Position switch

1: Sensore di posizione - 2: Attuatore (linguetta)

Fig. 4 - Sensori di posizione con attuatore a linguetta

Trapped key

1: Interruttore - 2: Serratura

Fig. 5 - Interblocchi a chiave bloccata

 

Dispositivi di Tipo 3 - Non codificati

Questi possono essere:

  • Induttivi - Azionati dal metallo del riparo
  • Magnetici - Azionati da un magnete non codificato
  • Capacitivi - Ultrasuoni o ottici.

Interlocking proxy

                                       Riparo mobile chiuso                                                     Riparo mobile aperto

 

1: Riparo mobile - 2: Dispositivo di interblocco - 3: Attuatore (induttivo, magnetico o capacitivo) -
4:Interruttore di prossimità - 5: Sistema di attuazione - 6: Sistema di uscita

Fig. 6 - Dispositivi di interblocco con interruttori di prossimità

 

Dispositivi di Tipo 4 - Codificati

Questi possono essere (vedi vota 2):

  • Magnetici - Azionati da un magnete codificato
  • RFID
  • Ottici - Azionati da un ottica codificata.

Position switch coded1: Senso di apertura - 2: Dispositivo di interblocco di tipo 4 - 3: Magnete attuatore codificato - 4: Riparo mobile 

Fig. 7 - Dispositivi di interblocco di tipo 4 con magnete codificato

Position switch RFDI

1: Senso di apertura - 2: Dispositivo di interblocco di tipo 4 - 3: RFID codificato - 4: Riparo mobile

Fig. 8 - Dispositivi di interblocco di tipo 4 con RFID codificato


b. La distanza dei ripari

Come per le fotocellule di sicurezza, si deve tenere in considerazione, il tempo di arresto del movimento pericoloso in relazione alla velocità di avvicinamento. Per i valori tipici, fare riferimento alla ISO 13855:2010.

 

c. La serie di più contatti elettromeccanici

Si applica ai soli circuiti ridondanti con contatti elettromeccanici normalmente chiusi (N.C.) in serie o normalmente aperti (N.A.) in parallelo.

Fino ad ora, per una serie logica di contatti N.C., si è considerato un DC=60%, permettendo di ottenere un PL d (non un PL e). La mascheratura dei guasti, potrebbe portare ad una copertura diagnostica inferiore e quindi nulla.
Basandosi su DC=λdd/λd (rapporto tra i guasti pericolosi rilevati e quelli totali) può facilmente portare ad un DC<60%.

 

d. Dispositivi di interblocco che si basano sulla “esclusione di guasto”

La norma specifica che il massimo livello di sicurezza raggiungibile dai dispositivi di interblocco basati sulla “esclusione di guasto”, generalmente, è PLd. Infatti per questi dispositivi esiste la possibilità che un singolo guasto meccanico determini la perdita della funzione di sicurezza.

Ad esempio un guasto meccanico relativo alla chiave (attuatore) o a qualche parte del dispositivo meccanico di blocco può far trasmettere ai contatti elettrici in uscita una falsa informazione. 

In alcune circostanze è comunque possibile raggiungere il livello di sicurezza PLe. Si tratta dei casi di "esclusione dei guasti per il blocco della protezione".
Il livello di sicurezza raggiunto in questi casi non è necessariamente limitato dell’esclusione dei guasti per rottura del dispositivo di bloccaggio meccanico. Devono però essere verificati specifici requisiti: la forza di ritenuta specificata (FZh) del dispositivo di blocco della protezione deve essere sufficiente per resistere alle forze statiche previste sul bullone di bloccaggio, inotre è necessario prevenire qualsiasi effetto sul dispositivo di blocco delle protezione determinato dalle forze dinamiche dovute al movimento del riparo.

 

e. Funzione di interblocco e funzione di bloccaggio

La norma pone l'accento sul fatto che la funzione di interblocco e quella di bloccaggio sono 2 funzioni di sicurezza separate con Plr che possono anche essere diversi (PLr Bloccaggio < PLr interblocco).

 
f. Misure per evitare l'elusione del dispositivo di interblocco

I ripari e i dispositivi di protezione delle macchine non devono essere facilmente elusi o resi inefficaci (Direttiva Macchine 2006/42/EC). Sono richiesti provvedimenti per minimizzare la manomissione (vedi nota 3).

Possono essere adottate delle misure per ridurre l'elusione dei dispositivi di interblocco:

  • Impedire l'accesso agli elementi che costituiscono il dispositivo di interblocco: posizione difficilmente raggiungibile, ostacoli fisici, montaggio in zone nascoste).
  • Impedire la sostituzione degli attuatori utilizzando dispositivi di interblocco codificati.
  • Impedire lo smontaggio o lo spostamento dei dispositivi di interblocco (saldature, incollaggio, rivettatura, ecc..).
  • Monitoraggio dello stato del dispositivo di interblocco
  • Aggiunta di un ulteriore dispositivo di interblocco con un differente principio di attuazione. In questo caso si potrà verificare la plausibilità dello stato di entrambi i dispositivi.

La tabella 3 della norma ISO 14119:2013 specifica le misure aggiuntive anti-manomissione che devono essere adottate a seconda dei dispositivi di interblocco utilizzati.

Misure anti-manomissione nel caso di sensori magnetici a basso livello di codifica (MAGNUS) 

Obbligatorio:

  • Montaggio in luoghi non raggiungibli, oppure montaggio in zone incassate e non visibili della macchina, oppure monitoraggio dello stato.
  • Fissaggio dell'attuatore in modo che sia difficile rimuoverlo.

Raccomandazioni:

  • Un secondo sensore magnetico
  • Controllo di plausibilità di entrambi i sensori.

 

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